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ITALIA 🇮🇹

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📷 @kohki 📍#Venezia
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Buongiorno ragazzi, a Venezia non ci sono vie o strade e nemmeno piazze o vicoli. A Venezia ci sono Calli, Campi e Campielli. L’unica cosa che non si discosta dalla tradizione della lingua italiana sono i Ponti. Anche a Venezia i Ponti si chiamano Ponti. Ma siccome Venezia ama distinguersi, di Ponti ne ha più di 340. Ma l’urbanistica di Venezia riserva anche altre sorprese. Ad esempio ci sono le Fondamenta, le strade (ma non chiamatele mai così) che costeggiano i canali. Poi ci sono le Piscine, che al contrario di quanto si possa pensare non sono vasche per la pratica del nuoto, ma strade ricavate da interventi di interramento. Anche il Rio è diverso dal Canale. Il primo indica i corsi d’acqua (molti dei quali navigabili) del centro storico di Venezia che separano le insulae dove sorgono le abitazioni, i Canali invece sono le vere e proprie vie carrozzabili dai natanti che sono il principale mezzo di trasporto di Venezia. E come non ricordare il Sotopòrtego, i passaggi tra le Calli ricavati eliminando porzioni di case: attraverso i Sotopòrtego si accede alla Corte (piazzetta chiusa da edifici), o si uniscono Campi alle Fondamenta, o si accede direttamente ad una Riva. Ecco appunto ci mancava la Riva: sono così chiamati gli approdi lungo le sponde dei Canali o dei Rii. Per i turisti che visitano Venezia ogni corso d’acqua è un Canale. Ma questo non è corretto. Infatti di Canali a Venezia ce ne sono meno di una decina: tutti gli altri sono Rii. I Canali veri e propri sono infatti solo il Canal Grande, il Canale di Cannaregio, il Canale della Giudecca e poi alcuni corsi d’acqua esterni alla città il cui tracciato è limitato da pali, le brìcole, o quelli che nel tempo sono stati inglobati nel corso di interventi di interramento. I Canali quindi sono corsi d’acqua tutti navigabili, al contrario dei Rii che non sempre lo sono. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #venezia

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📷 @_arc_anna 📍#Roma Con la sua immensa mole il Colosseo è il più grande anfiteatro del mondo e il più voluminoso edificio di Roma antica giunto fino a noi: un luogo affascinante la cui sola vista ci riporta alla mente immagini e atmosfere di un passato leggendario. Fu fatto costruire dall'imperatore Vespasiano come dono per il suo popolo nei pressi dei Foro e per cinque secoli fece da sfondo a lotte tra animali, supplizi capitali e combattimenti fra gladiatori, per cui i Romani nutrivano un'autentica passione. Oggi fa parte del Patrimonio dell'Umanità Unesco e dal 2007 è una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno, oltre che il monumento più visitato in Italia con più di sei milioni di ingressi all'anno. Lungo 189 metri e largo 156, il Colosseo ha un perimetro di 527 metri e una capienza di circa 50 mila spettatori. Per portarlo a termine furono necessari solo cinque anni: dal 75 all'80 d.C. Ma il bello doveva ancora arrivare: dopo un'opera così, l'imperatore Tito decretò che i festeggiamenti per l'inaugurazione sarebbero durati ben 100 giorni. Originariamente il Colosseo si presentava ornato da statue, fregi e marmi. Dopo la caduta dell'Impero fu però abbandonato e utilizzato come riserva di materiali da costruzione. Edifici come la Basilica di San Pietro e Palazzo Barberini devono la propria esistenza proprio all'anfiteatro, che nel tempo perse quasi 2/3 degli elementi originari. Nel XIII secolo all'interno dell'Anfiteatro Flavio fu costruito un palazzo, la residenza della famiglia romana dei Frangipane. In seguito il monumento continuò a essere abitato, fino alla sua riscoperta come bene artistico nel XIX secolo. Durante il periodo fascista, invece, si fece strada un progetto alquanto bizzarro: trasformare l'Anfiteatro Flavio in un albergo di lusso. Ma i tempi erano definitivamente cambiati. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #roma

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📷 @walter_7.3 📍 #SestriLevante ⠀ È stata nominata “Amica dei bambini” dall’Unicef, ma Sestri Levante potrebbe essere considerata anche una cittadina a misura di adulti. Dal Festival Andersen, noto anche per il prestigioso premio, al Riviera International Film Festival, che porta ogni anno attori, registi e anche un pizzico di Hollywood nel Tigullio in Liguria, sono tante le iniziative che caratterizzano la cittadina. Ma Sestri Levante non è solo eventi, sono tante le cose da fare e da vedere. A partire dalle passeggiate come quella che dal centro, porta in cima a Punta Manara facendo spaziare la vista sul Golfo del Tigullio e verso Riva Trigoso. Un’altra suggestiva passeggiata è quella che raggiunge le Rocche di Sant’Anna percorribile sia a piedi che in mountain bike. Percorsi più brevi, e cittadini, sono quelli in salita per raggiungere la chiesa di San Nicolò da cui si gode una splendida vista sulla baia del Silenzio e quello della salita che porta alla chiesa dei Frati Capuccini, affacciato sempre sulla stessa baia. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @quelmarietto 📍 #burano Una delle più famose leggende di Burano narra che un antico pescatore promesso sposo, durante un'uscita in mare verso l'oriente, venne tentato dal canto delle sirene. L'uomo resistendo ai loro incanti, ricevette un dono dalla regina, rimasta affascinata dalla fedeltà di costui. La sirena colpì con la coda il fianco della nave e dalla schiuma, creatasi dal movimento dell'acqua, formò il velo nuziale per la giovane sposa. Arrivato il giorno delle nozze, consegnò il dono alla sua fidanzata, la quale fu ammirata ed invidiata da tutte le giovani dell'isola e costoro cominciarono ad imitare il merletto del suo velo utilizzando ago e filo sempre più sottile, sperando così di creare un ricamo ancora più bello per il loro abito da sposa. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community di @igvenezia & @igveneto_ Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #burano

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📷 @explorerssaurus_ 📍#Roma ⠀ Tutti coloro che sono stati a visitare Roma andando a vedere la Fontana di Trevi non possono non aver tirato la moneta per esprimere un desiderio, ebbene questo rituale s’ispira al film “Tre soldi nella fontana di Trevi” dove si diceva che occorreva gettare tre monete nella fontana: la prima garantirà il ritorno a Roma, la seconda porterà una nuova storia d’amore, mentre la terza porterà al matrimonio. Non è però certamente l’unica leggenda. Si narra che il vaso raffigurato sul muro che circonda la fontana all’angolo con via della Stamperia non sia stato scolpito per caso da Nicolò Salvi, pare difatti che l’architetto non andasse d’accordo con un barbiere che lavorava lì accanto e che criticava continuamente il suo lavoro, così Salvi gli piazzò davanti questo vaso di modo che gli fosse preclusa la visuale dei lavori. Inoltre sapete perchè lo stemma Papale reca raffigurate una banda orizzontale e delle bande oblique? Perchè chiaramente i colori non potevano essere scolpiti così allo scultore venne in mente di rappresentare i colori con delle bande: obliquo rosse ed orizzontale blu. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #roma

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📷 @mattia_rizzi_photo 📍 #Canazei ⠀ È senza dubbio uno dei “paesi gioiello” della provincia di Trento, situato in una magnifica conca verdeggiante all’estremità settentrionale della Val di Fassa. Con i suoi 1.465 metri di altezza sul livello del mare rientra tra i trenta comuni italiani più “alti”, posizionandosi invece al primo posto tra i paesi della valle. L’ubicazione felice, la storia e la lunga tradizione in materia di ospitalità la collocano tra le più note località dolomitiche. È considerata la capitale degli sport sulla neve in Val di Fassa, grazie soprattutto alla sua posizione strategica che la vede circondata dalle vette dolomitiche del Sassolungo, del Gruppo del Sella e della Marmolada che fa parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Fa parte, assieme a altri 18 comuni, di un'area molto particolare: la Ladinia dolomitica dove vive la minoranza di lingua ladina. A Canazei infatti, come nel resto della Val di Fassa e delle zone attorno al massiccio del Sella, si parla ladino. Il turista che arriva non può non accorgersi della peculiarità della parlata e della cultura. Tracce infatti della sua esclusività e della sua storia antica si possono notare sin da subito sia nell’architettura sia ascoltando le conversazioni della gente del posto, o meglio ancora prendendo parte alla vita di paese e alle sue feste popolari. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @arnabdey0503 📍 #Milan ⠀ Da quando tra il 2010 e il 2011 via Paolo Sarpi fu rimessa a nuovo da un intervento di riqualificazione urbana, attuato con una ripavimentazione in pietra unita a un ornamento di aiuole ed alberi che ha creato un percorso pedonale, l’arteria principale del quartiere cinese di Milano è improvvisamente diventata una delle zone più alla moda della città. La Chinatown milanese è un puntino nella geografia delle chinatown mondiali, ma ha comunque molto da raccontare. L’immigrazione cinese a Milano inizia nel 1920, nel triangolo formato da via Canonica, via Bramante e via Sarpi, con un gruppo che va dai 40 ai 150 componenti, arrivati da Parigi, dov’erano stati reclutati come manovalanza dal governo francese durante la Prima Guerra Mondiale. Similmente alla stragrande maggioranza dei cinesi presenti a Milano e in Italia, anche loro provenivano dallo Zhejiang, la provincia orientale costiera sita appena sotto Shanghai, grande un terzo dell’Italia ma (quasi) col suo stesso numero di abitanti, una regione sì ricca ma con diseguaglianze mostruose, figlie anche del suo difficile territorio: montuoso, ostile, povero di campi agricoli non appena ci si allontana dal mare. Nel quartiere Sarpi convivono a stretto contatto alcune delle eccellenze meneghine con la rampante realtà cinese odierna: emblematico il caso della Ravioleria Sarpi, pluripremiata per la qualità dei suoi ravioli baozi e per aver portato lo street food milanese a livelli mai toccati prima, che si rifornisce dall’adiacente macelleria Sirtori, bottega storica di Milano risalente al lontano 1931. Da segnalare anche il contrasto esistenziale tra due famosi vicini del quartiere: la pittoresca pasticceria Maki, che propone di tutto, dagli improbabili waffles a-là-cinese al bubble tea tanto in auge, situata a pochi passi dalle Cantine Isola, altra bottega storica milanese (aperta nel 1896), uno dei migliori locali della città dove andare a sorseggiare un calice di vino. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @kyrenian 📍 #Portofino ⠀ Portofino si trova all’estremità occidentale del Golfo del Tigullio, in un’ansa ai piedi dell’omonimo promontorio. Il comune è inserito nel parco naturale regionale di Portofino e nell’area naturale marina protetta. La sua estensione è minuscola (circa 3 km quadrati) ma la sua posizione riparata e strategica l’ha reso, nella storia, un sicuro approdo per le navi fino all’epoca delle repubbliche marinare. Oggi Portofino è sicuramente cambiato rispetto ad allora e ce ne accorgiamo subito appena mettiamo piede in piazzetta. Boutique, ristoranti costosi, negozi inavvicinabili ma soprattutto… gioiellerie, con una densità per km quadrato a dir poco imbarazzante. Le barche sgangherate di un tempo hanno lasciato spazio a super yacht. I veri marinai sono salpati per altri lidi mentre personaggi dello spettacolo e vips hanno iniziato a popolare il borgo, che ora gode della fama di cui tutti sappiamo. Da non perdere …ovviamente, il porto e la piazzetta. E le case colorate che si affacciano alla baia, che spiccano tra il mare blu e la rigogliosa vegetazione del promontorio. Ci metterete davvero poco a percorrere il porticciolo ma non limitatevi ad osservare i locali chic: alzate il naso e osservate i balconi: alcuni sono finemente dipinti. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @girlborntotravel 📍 #Capri Buongiorno ragazzi, l'isola di Capri è fra i luoghi più pittoreschi e più visitati della Campania. La sua bellezza e la sua fama sono note da tempi lontani quando gli antichi l'avevano legata ai miti di Ulisse e delle Sirene e ancora oggi attrae i numerosissimi visitatori che fanno dei suoi panorami mozzafiato la meta più ambìta. L'isola è di origine carsica, separata dalla terraferma da uno stretto, e presenta numerosi rilievi fra cui quello di Anacapri che ne è il principale. Il mare da cui emerge è particolarmente profondo, le coste sono aspre, frastagliate e ricchissime di grotte fra le quali la più famosa è la Grotta Azzurra, ma ciò che colpisce di più, a picco nel mare, sono i celebri faraglioni, piccoli isolotti rocciosi dalle forme più variegate, che sembrano emergere dalle acque azzurre e profonde puntati verso il cielo. Il fenomeno del bradisismo, cioè il continuo alzarsi ed abbassarsi delle maree, presente anche nella Grotta Azzurra, fa sì che resti di epoca romana un tempo sulla terraferma, ora quasi del tutto sommersi, si possano vedere spuntare dall'acqua. 🔍 Foto selezionate da: @danirossi80 & @bellerofonte70 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #capri

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📷@davidpinto_ 📍 #Roma ⠀ L’eleganza è senza dubbio la caratteristica principale della piazza: la cornice offerta dai palazzi color ocra, la fontana del Bernini e la scalinata su cui si erige la chiesa Trinità dei Monti contribuiscono a creare un’atmosfera raffinata e settecentesca. Non è infatti un caso che griffe dell’alta moda del calibro di Gucci, Bulgari e Valentino abbiamo scelto di posizionare proprio nei pressi della piazza i loro flagship stores. Antica casa di poeti illustri quali John Keats  e Percy Bysshe Shelley, la piazza rappresenta oggi un patrimonio culturale di inestimabile valore. Posizionata ai piedi della collina del Pincio, Piazza di Spagna ha da sempre rappresentato il centro della vita culturale e turistica della città di Roma. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @makemake_rc 📍 #Siena ⠀ Sono stati i cavalli 'scossi' i veri protagonisti, in un palio che sarà ricordato proprio per le numerose cadute dei fantini. La mossa è stata molto laboriosa, durata una quarantina di minuti a causa delle rivalità tra contrade e delle tattiche tra i fantini. Le contrade sono entrate tra i canapi nel seguente ordine: Chiocciola. Giraffa, Selva, Lupa, Torre, Tartuca, Civetta, Drago, Nicchio, la favorita, e di rincorsa l'Oca. A partire per prima è stata la Chiocciola, seguita da Giraffa, Selva. Poco dopo la fine del primo giro è passata in testa la Civetta, superata nuovamente dalla Chiocciola alla curva di San Martino. Il palio si è però deciso alla successiva curva del Casato quando sono caduti i fantini della Giraffa, della Chiocciola e della Tartuca, passata in testa con lo scosso Remorex, che correva il suo primo palio. Una vittoria a sorpresa come accade spesso al palio di Siena. L'ultima affermazione della Tortuca risale al 16 agosto del 2010. Per il fantino Tempesta è la prima vittoria. È stato portato nella clinica veterinaria del Ceppo, nei pressi di Siena, per accertamenti il cavallo della contrada della Giraffa Raoul infortunatosi in maniera seria, durante la corsa del palio straordinario che si è corso oggi, al secondo passaggio alla curva del Casato. L'animale come fa sapere una nota del comune di Siena "ha riportato una lesione all'arto anteriore destro". Il cavallo è stato subito soccorso e stabilizzato. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy

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📷 @antbuchet 📍#Venezia La forma attuale di Piazza San Marco è l'esito di successive modifiche ed espansioni che hanno interessato l'area. In origine, la zona era destinata ad orto e attraversata dal rio Batario e dagli attuali rii della Zecca e del Cavalletto. Il palazzo ducale, vero castello munito di torri e difese, era completamente cinto da un canale e fronteggiato, nella zona dell'attuale piazzetta, da un bacino per il carico e lo scarico delle merci. Nell'826, con l'arrivo a Venezia del corpo di san Marco e l'edificazione della prima basilica di San Marco, l'area iniziò ad assumere la sua caratteristica di cuore monumentale della città. Nel 976 l'intera zona, con la basilica e il palazzo, fu distrutta da un furioso incendio, ma già nel 978 una seconda basilica era stata edificata e il palazzo ricostruito. Nello stesso periodo il Doge Pietro I Orseolo fece costruire, in adiacenza del campanile, un ospizio per pellegrini malati e bisognosi, la cui forma è visibile nel quadro di Gentile Bellini, Processione in piazza San Marco. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community di @igvenezia & @igveneto_ Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #venezia

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