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Ragazzi, vediamo quanti sono i veri appassionati di astronomia! Facciamo diventare questa foto, la foto con più like della pagina!😂🌌 CURIOSITA'😮 Sapevate che secondo la teoria della relatività, il tempo, dentro un Buco Nero, viene completamente distrutto e non solo annullato!😮 Avete qualche domanda sui Buchi Neri? Qualche concetto che non capite? Chiedetemelo sotto questo post! Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #buconero #tempo #spaziotempo #like #commenta #domanda

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È ora di salutare uno degli esploratori più storici della nostra epoca: la Voyager 2 è entrata nello spazio interstellare, l'ha annunciato oggi la NASA (10 dicembre). Voyager 2, lanciata nel 1977, ha speso più di 40 anni esplorando il Sistema Solare, diventando l'unica sonda ad aver studiato Nettuno e Urano durante dei sorvoli planetari. Adesso ha raggiunto il suo predecessore Voyager 1 oltre i limiti dell'influenza del nostro Sole, una pietra miliare di cui gli scienziati non sono mai stati in grado di prevedere l'accadimento. La Voyager 2 è l'unica navicella ad aver visitato tutti e quattro i pianeti giganti gassosi, Giove, Saturno, Urano e Nettuno, e ha scoperto 16 lune, così come fenomeni come la grande macchia scura di Nettuno, le crepe sulla superficie di ghiaccio di Europa, e le caratteristiche degli anelli su ogni pianeta. Gli scienziati hanno iniziato a guardare la grande partenza di Voyager 2 da fine agosto, quando i dati trasmessi indietro dalla sonda hanno suggerito che si stava avvicinando quella che gli scienziati chiamano l'eliopausa, una bolla creata dal vento solare di particelle cariche che emana il nostro sole e influenza l'ambiente all'interno del nostro sistema solare. Gli scienziati usano l'eliopausa per contrassegnare dove lo spazio interstellare comincia, anche se, secondo come definite il sistema solare si può allungare fino alla nube di Oort, che comincia 1.000 volte più lontano dal Sole che l'orbita della Terra. Oltre quella bolla, i veicoli spaziali volano attraverso molti più raggi cosmici, particelle di energia più alta, in confronto alle particelle di energia più bassa del nostro sistema. Due strumenti a bordo della sonda Voyager 2 tracciano queste particelle mentre si scontrano con il veicolo spaziale. La transizione dalla maggior parte delle particelle di basso-energia a quasi nessun di questi e ad un impulso improvviso dei raggi cosmici dice agli scienziati che la sonda ha attraversato il eliopausa. Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #sistemasolare #sole #terra #voyager #ufficiale #official #notizia #nasa #esa #spacex

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Gliese 667 Cc (conosciuto anche come GJ 667Cc, HR 6426Cc o HD 156384Cc) è un esopianeta che orbita nella zona abitabile della sua nana rossa Gliese 667 C, che è un membro del sistema stellare triplo Gliese 667, approssimativamente 23,62 anni luce (6,8 pasec o più o meno 217.000.000.000.000 km) da noi, nella costellazione dello scorpione. Il periodo di rivoluzione del pianeta, una super Terra con una massa minima quattro volte e mezza quella della Terra, è di 28,13 giorni. Si calcola che la radiazione ricevuta dal pianeta sia circa il 90% di quella che la Terra riceve dal Sole, ma poiché la stella emana luce nell'infrarosso e la quantità di energia assorbita è maggiore, si suppone che la temperatura possa essere simile ai valori terrestri e, di conseguenza, si suppone che il pianeta abbia concrete possibilità di avere acqua liquida in superficie. Il Planet Habitability Laboratory calcola che, con un'atmosfera simile a quella terrestre, il pianeta avrebbe una temperatura media di circa 13 °C, simile alla temperatura media terrestre. L'esopianeta è stato scoperto usando il metodo della velocità radiale. Mi tengo questo piccolo spazietto per ringraziarvi per il raggiungimento dei 10.000 followers, chissà quante poche persone leggeranno questa parte... In circa un anno siamo arrivati a 10.000 followers! Spero di non avervi deluso in questo piccolo lasso di tempo, e spero che rimaniate in mia compagnia in questo viaggio fantastico tra gli astri, tra le peripezie e i successi! Un grazie infinito da parte mia! by Universe_Italy Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #pianeta #esopianeta #sole #stella #vita #acqua

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Sommando i diametri medi di tutti i pianeti (incluso il pianeta nano Plutone, perchè poverino non possiamo escluderlo anche qui) si ottiene un valore pari a 395.126 km, più o meno 100 km di margine dovuti all'incertezza sulla dimensione reale di alcuni pianeti. La Luna descrive intorno alla Terra un'orbita ellittica: nel punto più vicino a noi, il perigeo, il centro della Terra e quello della Luna sono distanti 357.000 km, a cui bisogna sottrarre i raggi di Terra e Luna (8.100 km circa), perché i pianeti vanno inseriti nello spazio tra la Terra e la Luna, e non tra il centro della Terra e quello della Luna. Il risultato è un po' più di 348.000 km. Troppo poco, perché nel mezzo ci stiano tutti i pianeti. Ma quando la Luna è in apogeo, nel punto più distante dalla Terra, i due centri sono lontani 406.000 km; tra pianeta e satellite ci sono circa 398.000 km di spazio libero. In questo caso i pianeti c'entrano. Una buona ragione per usare il diametro medio è che i pianeti non sono perfettamente sferici. La loro rotazione li deforma rendendo il diametro equatoriale più lungo di quello polare. Allineandoli ipoteticamente sugli assi polari, leggermente più corti, occuperebbero 379.881 km: ancora troppi per il perigeo lunare, ma abbastanza pochi per rientrare nell'apogeo. Se si considera infine la distanza media tra Terra e Luna, i conti non tornano: è infatti di 384.400 km da centro a centro, e 376.000 da superficie a superficie. In quest'ultimo valore i pianeti non entrerebbero neppure allineati sull'asse polare. Qual è il vostro pianeta preferito? Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #pianeti #luna #terra #mercurio #venere #marte #giove #saturno #urano #nettuno # plutone #spazio

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Ecco come sarebbe la vista se la Nebulosa elica fosse MOLTO più vicina alla Terra! Se scorrete potete vedere la versione per terrapiattisti! Per essere sempre al passo con l’astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #visibile #nebulosa #vista #terrapiatta #effettopacman #spazio #terra #geoide

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Magnifica rappresentazione artistica di come si vede Nettuno dal suo satellite naturale più massiccio, Tritone. Tritone è il principale satellite naturale di Nettuno, ed uno dei più massicci dell'intero sistema solare, precisamente il settimo, dopo Titano, la Luna e i quattro satelliti medicei di Giove. Tritone è l'unica grande luna che orbita attorno al proprio pianeta con moto retrogrado, ad una distanza media da Nettuno di circa 355.000 km e in un periodo di poco inferiore ai sei giorni. Per la sua orbita retrograda e per la sua composizione, simile a quella di Plutone, si pensa che Tritone non si sia formato nei pressi di Nettuno ma che sia piuttosto un oggetto proveniente dalla Fascia di Kuiper. Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #nettuno #tritone #luna #satellite #arte #rappresentazioneartistica #rappresentazione #sistemasolare #grande #vista #magnifica

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Ecco a voi il video promesso, ci ho messo tanto a farlo, spero vi piaccia! LASCIATE UN MI PIACE! Per non perdervi nulla sull’astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #universo #astronomia #spazio #universe_italy #atterraggio #insight #nasa #marte #sonda #lander

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Plutone non cessa di stupirci. Anche di spalle: New Horizons, la sonda Nasa che, dopo un viaggio durato nove anni, ha raggiunto (e ormai superato) il pianeta nano ai confini del Sistema solare, ha infatti trasmesso alla Terra immagini mozzafiato di Plutone, che ne svelano il lato nascosto e le altissime foschie che lo avvolgono, spesse oltre 100 chilometri. L’immagine del lato oscuro di Plutone, cioè quello opposto rispetto alla Terra, è stata scattata da New Horizons il 15 luglio, subito dopo che la sonda ha superato il punto di massimo avvicinamento al pianeta nano. Plutone si mostra in silhouette, retroilluminato dal Sole, e la sua sagoma appare, per l’appunto, avvolta da uno spesso strato di foschia. Secondo i modelli teorici, le foschie si formano perché la radiazione ultravioletta del Sole rompe le molecole di metano, idrocarburo presente nell’atmosfera di Plutone. La rottura del metano innesca la formazione di idrocarburi più complessi, come acetilene ed etilene, in effetti osservati da New Horizons. Quando queste molecole precipitano nella zona più bassa e fredda dell’atmosfera del pianeta nano, si condensano a mo’ di particelle di ghiaccio, formando la foschia. Qui arriva il punto cruciale della questione. Come dicevamo, gli astrofisici avevano calcolato che le temperature del pianeta fossero troppo alte per consentire la formazione di foschie a quote superiori a 30 chilometri, ma le fotografie non mentono, il tempo di trovare una nuova teoria, noi ci godiamo lo spettacolo. Per essere sempre al passo con l’astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #buchineri #buconero #plutone #sole #teoria #risposta #dilemma

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BLACK (HOLE) FRIDAY! In questa simulazione di un supercomputer, tre regioni cui gas emette luce mentre i buchi neri si fondono, collegati da flussi di gas caldo. I dischi e i flussi di gas producono tantissima luce UV e raggi X. C’è un cerchio vuoto tra i due buchi neri che non è stato migliorato in questa versione della simulazione in quanto aveva bisogno di molta più potenza di elaborazione. Questa versione ha tenuto impegnato il supercomputer Blue Water per ben 46 giorni con 9,600 core di calcolo! Per essere sempre al passo con l’astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #buchineri #blackfriday #simulazione #epico #fantastico

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"Siamo quindi molto giovani sulla scala temporale dell’universo, le prime pitture rupestri risalgono agli ultimi 60 secondi dell’anno cosmico, soli 30.000 anni fa. Probabilmente questo è il periodo in cui abbiamo inventato l’astronomia . In realtà tutti discendiamo da astronomi. La nostra sopravvivenza dipendeva dal saper leggere le stelle al fine di prevedere l’arrivo dell’inverno e la migrazione delle mandrie selvagge. E poi, circa 10.000 anni fa, cominciò una rivoluzione nel modo in cui abbiamo vissuto. I nostri antenati impararono a modellare il loro ambiente, addomesticando piante e animali selvatici, coltivando la terra e rendendosi sedentari. Questo ha cambiato tutto. Avevamo bisogno di un modo per tenere traccia dei prodotti accumulati e scambiati. A 14 secondi a mezzanotte, o circa 6.000 anni fa, abbiamo inventato la scrittura. E non passò molto tempo prima che iniziassimo a registrare più delle quantità di grano. La scrittura ci ha permesso di salvare i nostri pensieri e farli viaggiare nello spazio e nel tempo. Piccole marcature su una tavoletta di argilla sono diventate per noi un mezzo per sconfiggere la mortalità. La scrittura ha cambiato il mondo. Sette secondi fa nacque Mosè; Buddha, sei secondi fa. Gesù, cinque secondi fa. Mohammed tre secondi fa. Nemmeno due secondi fa le due metà della Terra si scoprivano a vicenda. Ed è solo nell'ultimo secondo del Calendario Cosmico che abbiamo iniziato a usare la scienza per rivelare i segreti della natura e le sue leggi. Il metodo scientifico è così potente che in soli quattro secoli, dalle prime osservazioni di Galileo nel suo cannocchiale, abbiamo lasciato il nostro mondo per lasciare le nostre impronte sulla Luna. Ci ha permesso di guardare attraverso lo spazio e il tempo per scoprire la nostra posizione nell'Universo e nel tempo. Siamo un modo per il cosmo di conoscere se stesso." cit. Neil DeGrasse Tyson (Cosmos: A Spacetime Odyssey) Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #calendario #neildegrassetyson #carlsagan #cosmico #uomo #storia #galileogalilei

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Siete d'accordo con lui? Scrivetemi nei commenti dei nomi di scienziati che ammirate molto! Questa è una delle mie citazioni scientifiche preferite! Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #citazione #citazioni #cit #bambini #scienziati #musicisti #attori #ammirazione #civiltà

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Ogni cosa a suo tempo, recita l’adagio. E ogni cosa ha il suo tempo, aggiunge la relatività generale, che scorre in autonomia in punti diversi dello spazio, ma quando ci mette lo zampino l’entanglement, ormai lo abbiamo imparato, la prima caratteristica che va a farsi benedire è proprio l'indipendenza. Tre fisici dell’Università di Vienna sono riusciti a dimostrare come l’influenza reciproca fra due clock in entanglement quantistico introduca un’incertezza intrinseca nella possibilità di misurare il tempo in due punti diversi dello spazio, simile al principio di indeterminazione di Heisenberg. In questo caso, più precisa è la misura del clock, maggiore sarà l’incertezza nella misura dell’energia presente nello spazio in cui si trova. Detto altrimenti, se prendiamo in considerazione gli effetti sia della meccanica quantistica sia della relatività generale, gli orologi si influenzano a vicenda, e il tempo diventa come sfocato. Tra i concetti fondamentali si usa il termine “orologio”, così come è inteso in meccanica quantistica. Può essere immaginato come un atomo, per esempio, il cui stato quantistico cambia. Quindi per vedere l’effetto che descriviamo questo orologio deve essere quantistico. Poniamo di avere due orologi A e B. Vediamo come il modo in cui l’orologio B misura il tempo cambia a seconda dell’energia dell’orologio A. L’indeterminazione di cui parliamo è tra la precisione dell’orologio A e il “disturbo” causato da A su B. Quindi si possono avere orologi in entanglement, e il motivo è semplice. Gli orologi hanno massa che si attraggono per l’interazione gravitazionale. Se i gradi di libertà coinvolti nell'interazione sono quantistici, come succede per i nostri orologi che si disturbano a vicenda, questo fatto crea entanglement. L’entanglement per mezzo della gravità è ancora un dibattito aperto, non si tratta della teoria standard della gravità. Il risultato si trova in una posizione che va ancora compreso in fisica, ovvero come conciliare meccanica quantistica e gravità. Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #fisica #meccanicaquantistica #gravità

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L'astrologia non è mai stata, non è, e non sarà mai una scienza!😂😂 Gli astri e i pianeti non hanno mai e mai influenzeranno la tua vita🤦‍♂️ TUTORIAL SU COME DIMOSTRARE CHE L'ASTROLOGIA NON E' UNA SCIENZA: 1) Prendete i grafici di nascita di 1000 coppie che sono divorziate. Guardate le posizioni di Marte e Venere. Dite loro che la posizione di Marte o di Venere particolare non ha alcun impatto sulle relazioni o matrimoni. 2) Sfida qualsiasi astrologo o qualsiasi gruppo di astrologi di fare qualsiasi previsione che è concreta e specifica. Non possono. Per essere sempre al passo con l’astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #meme #astrologia #astronomia #memeitalia #ridicolo #inspiegabile

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Spiegazione super semplice delle equazione più famose e difficili della fisica! 2 1. Equazione FORZA DI COLOUMB: la forza che agisce tra oggetti elettricamente carichi 2. Equazione dell'ENTROPIA DI UN BUCO NERO 3. Equazione dell'ENTROPIA in MECCANICA STATISTICA con RELAZIONE DELLE UNITA' TERMODINAMICHE PRIMITIVE Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #fisica #formule #equazione #boltzman #planck #hawking #stephenhawking #coloumb #costante

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Più che per il suo nome, sta facendo parlare di sé per le dimensioni dei suoi anelli: quelli di J1407b, un giovane esopianeta scoperto a 560 anni luce da noi, sono 200 volte più grandi e molto più pesanti di quelli di Saturno. Il sistema di anelli, il primo di questo tipo osservato all'esterno del Sistema Solare, comprenderebbe ben 37 "fasce" di polveri e detriti, per un diametro totale di circa 120 milioni di chilometri. Il periodo orbitale di J1407b intorno alla sua stella è di circa 10 anni, mentre la massa del pianeta sembrerebbe compresa tra le 30 e le 130 volte quella di Saturno. Nei prossimi milioni di anni gli anelli sono destinati ad assottigliarsi fino a scomparire, parallelamente alla formazione dei satelliti. Ma nel frattempo, se potessimo rimpiazzare gli anelli di Saturno con quelli del suo gigantesco rivale, otterremmo più o meno questo effetto. Niente male, no? Per essere sempre al passo con l’astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #saturno #anelli #ilsignoredeglianelli #cielo #spettacolare #gigantesco

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Che ne pensate? Ho ragione oppure no? Scrivetemi qua sotto cosa ne pensate con un commento! Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #alieni #razzismo #noalrazzismo #terra #pianeta #armi #guerra #povertà #riscaldamentoglobale

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Infatti sì, è vero che se si potesse produrre un suono più forte di 1100db, si creerebbe un buco nero e distruggerebbe la galassia. Ora vediamo quanto forte 1100 dB è in realtà: secondo gli esperimenti è stato notato che un'esplosione nucleare fa un livello medio di suono di 260 dB, per semplice logica si può dire che 5 esplosioni nucleari della stessa intensità nello stesso punto e allo stesso tempo produrrà un suono maggiore di 1100dB. Ora cerchiamo di capire con un esempio un po' più semplice: un piccolo fucile calibro 0,22 produce un suono di 140dB, ancora una volta per semplice logica 8 colpi simultanei produrranno un suono con un livello di dB più alto di 1100. Ma, come è possibile, se questo fosse possibile allora ci saremmo distrutti nella seconda guerra mondiale, chi aveva la probabilità di ottenere 8 colpi simultanei era più o meno sul lato vincente. In primo luogo, i decibel sono un'unità logaritmica. Questo significa che 20 decibel non sono 2 volte più potenti di 10 decibel, sono 10 volte più potenti. 30 decibel è 10 volte più potente di 20 decibel. 40 decibel è 10 volte più potente di 30 decibel. Ogni volta che il numero di decibel sale di 10, la potenza del suono viene moltiplicata per 10. Il numero 1100 è come partire con 10 decibel, e aggiungendo 10 per 109 volte. Questo significa che 1100 è 10 ^ 109 volte più potente di 10 decibel. Che è 1 con 109 zeri dopo. In secondo luogo, il suono di tale magnitudine richiederebbe 10 ^ 98 watt/metro^2. Questa è una quantità assolutamente folle di energia, di gran lunga superiore a quella che possiamo produrre. E immaginate, un'onda sonora così forte dovrebbe comprimere l'aria così densa che l'intera energia tenderebbe a concentrarsi in un singolo punto nello spazio e nel tempo e la velocità di fuga necessaria per sfuggire a quel punto sarebbe maggiore della velocità della luce, così si formerebbe un buco nero. È chiaro che qui il rapporto massa-energia di Einstein funziona. Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #buconero #decibel #energia #einstein #galassia #distruzione #vialattea #milkyway

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Nella storia del pensiero scientifico occidentale, essa ha avuto un ruolo molto importante e in qualche modo legato alla filosofia e alla religione. Oggi sappiamo che la Terra non e' al centro dell'Universo, ma fa parte di un sistema planetario; questo a sua volta e' parte della Via Lattea, la quale non e' altro che una delle moltissime galassie presenti nell'Universo. Tuttavia, fino a pochi decenni fa si credeva che la nostra Galassia costituisse l'intero cosmo e che tutte le stelle e le nebulose visibili ne facessero parte. Soltanto negli anni '20, l'astronomo Edwin Hubble scopri' che alcune di quelle stelle e nebulose sono esterne alla Via Lattea e sono in realtà galassie molto distanti. L’universo osservabile consiste di tutta la materia che può essere visibile dalla Terra in questo momento. E’ quindi fortemente legato al fatto che la velocità della luce è finita e le immagini degli oggetti ci mettono del tempo per arrivare fino a noi. Assumendo che l’Universo sia isotropo l’universo osservabile ha la forma di una sfera centrata nella Terra (punto di osservazione) il cui raggio è pari alla distanza del più lontano oggetto la cui luce sia riuscita a raggiungere la Terra. Le dimensioni dell’Universo non sono conosciute, ma si pensa che siano centinaia o migliaia di volte più grandi delle dimensioni dell’universo osservabile. Sia l’Universo che l’universo osservabile si stanno espandendo. Quello osservabile, per definizione, si espande soltanto di un anno luce ogni anno che passa. L’Universo può invece espandersi anche più velocemente. Le distanze relative tra oggetti, che si allontanano sempre di più per effetto dell’espansione, cresceranno e un po’ alla volta la luce che emettono i vari oggetti non riuscirà più a raggiungere la Terra. Al limite, il nostro ammasso locale diventerà un’isola nell’immensità di un oceano senza terre emerse (osservabili). Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #occhio #vialattea #milkyway #hubble #edwinhubble #scoperta

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Non si può presentare Richard Feynman come uno dei più grandi fisici teorici della storia. Non perché non lo sia stato, anzi, ma perché è una definizione limitata per un personaggio del genere. In qualche modo non gli rende giustizia. È stato anche molto altro. Feynman è stato uno dei fisici teorici più notevoli e dotati di qualsiasi generazione. Il suo contributo scientifico è stato enorme soprattutto per l'elaborazione della teoria elettrodinamica quantistica, una teoria quantistica del campo elettromagnetico che coniuga la relatività ristretta alla meccanica quantistica per migliorare la comprensione dell'Universo. I suoi interessi spaziavano anche alla chimica, alla biologia e all'elettronica. A lui si devono i primi concetti relativi ai computer quantistici e alle nanotecnologie. Guardando oltre l’uomo di scienza, invece, è difficile condensare in poche righe il mix di intelligenza, creatività, humour che è stato Richard Feynman. È l’esatto opposto del classico accademico che guardiamo con la paura di restare annoiati. Per la a sua passione nell'aiutare i non-scienziati a immaginare qualcosa della bellezza e l'ordine dell'universo come lui la vedeva era stato soprannominato " The Great Explainer" che si può liberamente tradurre come "uno che sapeva spiegare alla grande". Il ciclo di conferenze tenuto nel 1975 in Nuova Zelanda per “non addetti ai lavori” rendono bene l’idea delle sue qualità di divulgatore e appassionato di scienza. L’insegnamento più importante che ci lascia, probabilmente, è tutto nella curiosità infinita con cui ha guardato il mondo, oltrepassando i confini della scienza. È riuscito a unire anticonformismo e metodo scientifico, filosofia e matematica, humor e passione per l’insegnamento. Dalla lavagna lasciata il giorno della sua morte si può leggere: “Quello che non posso creare, non lo posso capire”. Questa, si aggiunge alla lunga lista di frasi di Richard Feynman da ricordare. Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #feynman #fisica #mamma #madre #fisico #fisica #scienziato #commedia

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Spiegazione super semplice delle equazione più famose e difficili della fisica! 1. Equazione della DILATAZIONE TEMPORALE 2. Equazione di GRAVITAZIONE UNIVERSALE 3. Equazione FATTORE DI CONVERSIONE TRA L'ENERGIA E LA MASSA DI UN SISTEMA FISICO Per averne altri con formule diverse lasciate un mi piace e scrivetemelo nei commenti. Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #fisica #formule #equazione #einstein #newton #gravità #tempo #energia

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La Panspermia è una ipotesi secondo la quale i “ semi della vita” sono sparsi nell’Universo e la vita sulla Terra è iniziata con l’arrivo di questi “ semi “ trasportati da comete e meteore. Ovviamente questo meccanismo permetterebbe potenzialmente di “ inseminare “ tutti i pianeti dell’Universo , ma solo pochi, quelli dove le condizioni ambientali lo hanno permesso ,svilupperanno veramente forme di vita. Questa teoria ha origini antichissime , addirittura da idee del filosofo greco Anassagora ed ha avuto nuovo vigore dal 1800 con Sir Willliams Thomson , nei primi del 900 con il chimico e premio Nobel svedese Arrhenius ed in tempi più recenti ( ultimo quarto del secolo XX) con gli astronomi Fred Hoyle e Chandra Wickramasinge. Questi , studiando la composizione chimica della polvere interstellare, arrivarono alla conclusione che i granuli di polvere componente le nubi interstellari potevano essere batteri essiccati e congelati. Questa teoria non ebbe molta credibilità scientifica ma esistono del resto alcune evidenze che suggeriscono che i batteri possono sopravvivere per lunghi periodi di tempo anche nello spazio. Studi recenti condotti in India hanno trovato batteri nell’atmosfera terrestre ad altezze maggiori di 40 Km ,batteri Streptococcus mitus portati accidentalmente sulla Luna dalla sonda spaziale Surveyor 3 nel 1967 e riportati sulla Terra hanno facilmente ripreso vita dopo 31 mesi e l’analisi del meteorite rinvenuto in Antartide e conosciuto come ALH8400 , ritenuto di origine marziana, ha rilevato la presenza di impronte simili a quelle fossili lasciate da alcuni batteri in altre rocce terrestri... VI SEMBRA CREDIBILE COME TEORIA? Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #vita #batteri #teoria #marte #marziano #losapeviche #novità #astrobiologia

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Chiamato a buona ragione cacciatore di esopianeti, Kepler ne ha scovati oltre 2600. E molti di questi potrebbero essere buoni candidati per ospitare la vita. Alle porte del decimo compleanno del Kepler Space Telescope, il team di scienziati della missione ha dovuto arrendersi all'inevitabile: il carburante è finito, non c’è più modo di procedere con altre osservazioni. I segnali c’erano ormai da tempo e i tecnici avevano già messo Kepler in modalità risparmio energetico. Adesso che l’operazione è completata è giunto il momento dell’addio: Kepler verrà spento e lasciato orbitare lungo un'orbita sicura attorno al nostro pianeta. Un commiato che quasi commuove, quello appena rilasciato dalla Nasa, che annuncia la fine delle operazioni scientifiche di uno dei suoi figli più amati. Kepler infatti è stato il primo cacciatore di pianeti lanciato dall'agenzia spaziale statunitense. Kepler è stato lanciato il 7 marzo 2009 e ha all’attivo la scoperta di oltre 2600 esopianeti, più qualcuno che deve ancora ricevere la conferma ufficiale. E questo solo guardando un piccolo spicchio di cielo. Durante la missione originaria, Kepler osservava circa 150mila stelle lontane nella direzione della costellazione del Cigno. Poi il primo grosso intoppo nel 2013, ma gli esperti della Nasa hanno escogitato il modo di prolungare la vita di Kepler. Hanno così dato avvio a un’estensione della missione che ha portato a oltre 500mila il numero delle stelle osservate da Kepler. Ma anche se la missione di Kepler è ufficialmente conclusa, le sue scoperte non sono finite. L’analisi dei dati ancora grezzi che il telescopio ci ha inviato potrà fruttare risultati importanti per ancora un decennio. Un’eredità importante dunque, che verrà raccolta dai nuovi strumenti, come il TESS, che concentrerà il suo sguardo sulle 200mila stelle più luminose e vicine alla Terra. E poi il JWT. Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy Fonte: Wired.it #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #kepler #addio #pianeti #tess #JWT #rip

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Una delle scene migliori del film è la scena del pianeta di Miller a causa del relativo uso del suono. La scena si apre alla navicella che tocca il pianeta di Miller e la scena è già carica di suoni. Siamo in grado di sentire il suono dei motori della sonda che riempiono la scena, ma si spengono rapidamente in un rumore di fondo quando la fotocamera taglia all'interno del veicolo spaziale. Ci viene poi dato il dialogo, che è sostenuto con la respirazione pesante. Questo piccolo dettaglio nel dialogo aiuta lo spettatore a sentire lo stress della situazione e le manovre rischiose che Cooper ha dovuto fare per farli atterrare sul pianeta in fretta. Lo sfondo viene riempito rapidamente con il suono di un ticchettio di un orologio a distanza. Questo è facilmente il suono più importante che viene aggiunto nella scena, perché sottolinea la necessità di una rapida azione, infatti il ticchettio si sente ogni 1.25 secondi, ogni ticchettio che passa è un giorno intero che passa sulla Terra, come un'ora sul pianeta Miller si traduce a 7 anni indietro sulla terra. La porta della navicella scivola verso il basso, accompagnata da un effetto sonoro, e ci viene dato il suono dell'acqua. Questo è l'inizio del capolavoro di una colonna sonora che Interstellar brandisce. Hans Zimmer, il compositore della colonna sonora la crea in un modo che porta molte di emozioni nel cuore dello spettatore. Come Dr. brand Guarda fuori nei vasti oceani di questo mondo la colonna sonora riproduce musica che riempie lo spettatore con curiosità e stupore. Il ticchettio dell'orologio continua in background, e la colonna sonora svanisce. Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #interstellar #cooper #suono #ticchettio #orologio #tempo #terra #wormhole

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Il grande balzo di qualità che nell'arco di 21 anni hanno fatto le foto di Plutone è un qualcosa di straordinario, come da quella 1996, una delle prime foto del pianeta nano, siano arrivati a foto in HD come quella del 2017! DOMANDA PER VOI: Plutone dovrebbe tornare pianeta a tutti gli effetti o no? Rispondete nei commenti e argomentate le vostre risposte! Dobbiamo avere un dibattito pacifico e senza insulti. Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #curiosità #plutone #pianeti #astrofotografia #immagini #hd #pianeta #cosmologia

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La misura migliore ancora della vita dell'elettrone suggerisce che una particella presente oggi sarà probabilmente ancora in giro in 66.000 yottayears (6,6 × 10 ^ 28 anni), che è di circa quintillion volte l'età attuale dell'universo. Questa è la conclusione dei fisici che lavorano all'esperimento Borexino in Italia, che sono stati alla ricerca di prove che l'elettrone decade a un fotone e un neutrino; un processo che violerebbe la conservazione della carica elettrica e punti verso la fisica sconosciuta al di là del modello standard. L'elettrone è l'elemento portante meno voluminoso della carica elettrica negativa conosciuta ai fisici. Se dovesse decadere, il risparmio energetico significa che il processo comporterebbe la produzione di particelle di massa inferiore come i neutrini. Ma tutte le particelle con masse inferiori all'elettrone non hanno carica elettrica, e quindi la carica dell'elettrone deve "svanire" durante qualsiasi processo di decadimento ipotetico. Questo viola la "carica di conservazione", che è un principio che fa parte del modello standard di fisica delle particelle. Di conseguenza, l'elettrone è considerato una particella fondamentale che non si decomporrà mai. Tuttavia, il modello standard non spiega adeguatamente tutti gli aspetti della fisica, e quindi la scoperta del decadimento degli elettroni potrebbe aiutare i fisici a sviluppare un nuovo e migliorato modello di natura. Questa ultima ricerca di decadimento dell'elettrone è stata realizzata utilizzando il rivelatore Borexino, che è stato progettato principalmente per studiare i neutrini. È situato in profondità sotto una montagna al laboratorio nazionale del Gran Sasso per proteggerlo dai raggi cosmici e comprende 300 tonnellate di liquido organico che è osservato da 2212 fotomoltiplicatori. Per essere sempre al passo con l'astronomia: @universe_italy #divulgazione #scienza #astronomia #universe_italy #universo #fisica #elettrone #atomo #curiosità #vita

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ECCO SPIEGATO IL PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE DI HEISENBERG Vediamo chi la capisce😂😂😂 SPIEGAZIONE: Il principio di indeterminazione nasce e si sviluppa all'interno della meccanica quantistica, nella prima metà del secolo scorso. Il principio di indeterminazione ci dice che non è possibile misurare contemporaneamente e con estrema esattezza le proprietà che definiscono lo stato di una particella elementare. Se ad esempio potessimo determinare con precisione assoluta la posizione, ci troveremmo ad avere massima incertezza sulla sua velocità. Questo concetto si può esemplificare pensando a come, in linea di principio, si potrebbe misurare la posizione di una particella così piccola da sfuggire dall'osservazione ad occhio nudo. Utilizzando un microscopio, sempre più potente, si può pensare di individuarne la posizione con sempre maggiore precisione. Tuttavia, così facendo, noi dobbiamo illuminare la particella con un fascio di luce, ad esempio, e, così facendo, dato che la luce porta energia ed impulso, la nostra particella riceverebbe una piccola spinta che cambierebbe il suo stato di moto. E più si illumina la particella con potenti microscopi, più le si da energia, più si cambia il suo momento, cioè la sua velocità, e meno possiamo determinare la sua velocità di partenza. In altre parole le due misure, della posizione e dell' impulso (massa moltiplicata per la velocità) comportano un'indeterminazione complessiva. Il principio di indeterminazione da un punto di vista concettuale significa che l'osservatore, cioè lo scienziato che fa la misura, non può mai essere considerato un semplice spettatore, ma che il suo intervento, nel misurare le cose, produce degli effetti non calcolabili, e dunque un'indeterminazione che non si può eliminare. ⬇Tagga un amico che non lo ha ancora capito😂!⬇ Image Credits: Universe_Italy #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #curiosity #lighting #stelle #curiosità #l4l #telescope #planets #universe_italy #amazing #astrophysics #divulgazione #fisica #microscopio #heisenberg #meme #risate

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In realtà è molto più complesso di così e vale solo a livello quantistico. La teoria dei molti mondi, viene definita anche, alternativamente, teoria dei multi mondi o interpretazione dei molti mondi, esprime che: “ogni qual volta il mondo deve affrontare una scelta a livello quantistico, l’universo si divide in due (ovvero in tante parti quante sono le scelte possibili), di modo che vengano realizzate tutte le possibili opzioni, come se un elettrone potesse scegliere di passare tra due fenditure e in un mondo l’elettrone passa attraverso la fenditura A, nell’altro, attraverso la fenditura B. All’origine di questa idea c’è proprio lo sviluppo dell’interpretazione di Copenhagen, di Niels Bohr. Quando ci mettiamo a osservare in quale fenditura sia passato l’elettrone, rendiamo reale uno dei due monti, mentre l‘altro scompare, quella dei molti mondi è quindi una caratteristica dell’interpretazione di Copenhagen, ma si tratta di mondi fantasma, che non si ritiene abbiano una realtà fisica. Non viene ipotizzato che in una qualche realtà alternativa ci sia una situazione analoga in cui però l’elettrone passa per la fenditura B. Ma perché no? Hugh Everett decise che aveva più senso trattare ognuno dei possibili eventi quantici come se esistesse realmente, in una realtà concreta. Nel classico esempio del gatto di Schrödinger, ciò implica che, se l’esperimento fosse realmente intrapreso, l’universo si dividerebbe in due: in una realtà il ricercatore, aprendo la scatola, troverebbe un gatto morto, mentre nell’altra realtà si troverebbe un gatto vivo. Quella teoria fu ampiamente ignorata, finché Bryce DeWitt, dell’università della Carolina del Nord, se ne appropriò verso la fine degli anni ’60. Lo stesso DeWitt, scrivendo su Psysics Today descrisse lo shock subito contemplando per la prima volta la possibilità che esistessero circa «10^100 copie di se stesso, leggermente diverse, che continuano a duplicarsi all’infinito». SE NON AVESTE CAPITO, TRANQUILLI E' NORMALE. ⬇Tagga un amico!⬇ Image Credits: Universe_Italy #infinity #galaxy #curiosity #night #stelle #curiosità #l4l #telescope #universe_italy #science #physics #fisica #scienza #stella #spazio #astronauta #divulgazione

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Chi vorrebbe essere lì?✋🏻😂😂 Prendete il template che vi ho lasciato e postatelo con la vostra battuta taggandomi, i più divertenti saranno pubblicati nelle storie, ovviamente taggandovi! Se non volete postarlo commentatelo e basta😂 Image Credits: Universe_Italy #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #darkness #lighting #astronomia #stelle #universo #curiosità #like4like #telescope #planets #universe_italy #scienza #divulgazione #battuta #meme #memes

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*e che metterà like😳😂 ⬇Tagga un/una ragazzo/a per dedicargli/le questo post!⬇😂 Image Credits: Universe_Italy #stars #universe #astronomy #meme #joke #curiosity #battute #darkness #lighting #stelle #curiosità #l4l #telescope #planets #all #thinks #around #us #universe_italy #amazing #astrophysics #scientists #science #physics

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Incredibile time-lapse del razzo di @spacex, il Falcon 9 dell’altra sera sopra i cieli della California, precisamente questo video è stato girato a Los Angeles. Catturato da @emerictimelapse👏🏼👏🏼 A bordo era presente un satellite radar Argentino ora in bassa orbita terrestre, SAOCOM-1A è un radar di apertura sintetica (SAR) da 3.000 chilogrammi per l’agenzia spaziale Argentina CONAE. Video Credits: @emerictimelapse #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #night #news #darkness #lighting #astronomia #stelle #universo #curiosità #l4l #follow4follow #f4f #like4like #telescope #planets #all #thinks #around #us #universe_italy #curiosity

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Uno degli uomini più forti del mondo è Hafthor Bjornsson, noto per interpretare "La Montagna" ne "Il Trono di Spade". Nel 2015, egli riuscì a compiere 5 passi con un tronco di quasi 650 kg sulla schiena. Per molti il suo record è soltanto una notizia curiosa, ma la capacità del corpo umano di resistere a forze di questo tipo è cruciale per l'esobiologia. Qual è il limite di sollecitazione gravitazionale che un essere umano può sopportare? La conclusione è che la struttura portante del nostro corpo, l'apparato muscolo-scheletrico, potrebbe resistere al massimo in un pianeta che abbia quattro volte la massa della Terra. Al di sopra di questo limite, la forza di gravità, sarebbe tale da schiacciarci. Stabilito che F, cioè la forza di gravità, sappiamo che la tibia umana potrebbe sopportare 90 volte g prima di sgretolarsi. Se però su questo ipotetico esopianeta volessimo camminarci, il valore andrebbe rivisto: lo stress dinamico e gli effetti di torsione abbasserebbero il limite di g sopportabile a 10. Quando però in questo sistema introduciamo i muscoli, si scopre, dicono i ricercatori, che anche un fisico allenato resisterebbe al massimo a un valore di 5 g. Muoversi non basta: vogliamo immaginare di camminare in modo eretto. Una camminata non è altro che un insieme di cadute evitate, con un continuo spostamento di baricentro che, sulla Terra, abbiamo imparato a gestire sotto un'accelerazione di 9,8 Newton per ogni chilo di massa corporea. Un uomo come La Montagna, riuscirebbe forse, a fatica, a camminare in un pianeta che abbia una gravità pari a 4,6 volte quella terrestre. Poiché il cuore umano ha una soglia di tollerabilità massima attorno ai 5 g, possiamo pensare che il nostro limite di sopportazione si situi vicino a questo valore. Inoltre, è decisamente improbabile che l'uomo possa mettere piede su un corpo celeste esterno al nostro Sistema Solare. ⬇Tagga un amico!⬇ Image Credits: Universe_Italy Fonte: Focus.it #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #curiosity #night #stelle #curiosità #like4like #telescope #universe_italy #amazing #astrophysics #science #physics #fisica #scienza #stella #spazio #astronauta #divulgazione

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Una descrizione di ciò che sta accadendo nelle immagini qui sopra:Una descrizione di ciò che sta accadendo nelle immagini qui sopra: - Prima fila, a sinistra: oggi. Prima fila, a destra: in 2 miliardi anni il disco dell'imminente galassia di Andromeda è notevolmente più grande. Seconda fila, a sinistra: in 3,75 miliardi anni Andromeda riempie il campo di vista. Seconda fila, a destra: in 3,85 miliardi anni il cielo è in fiamme con nuova formazione stellare. Terza fila, a sinistra: in 3,9 miliardi anni, la formazione stellare continua. Terza fila, a destra: in 4 miliardi anni Andromeda è allungata e la Via Lattea diventa deformata. Quarta fila, a sinistra: in 5,1 miliardi anni i nuclei della Via Lattea e Andromeda appaiono come un paio di lobi luminosi. Quarta fila, a destra: in 7 miliardi anni le galassie fuse formano una galassia ellittica enorme, il suo nucleo luminoso che domina il cielo notturno. - La terra sopravviverà abbastanza a lungo da vedere questa fusione di galassie? La terra come un pianeta potrebbe, ma la vita sulla terra, probabilmente no. Gli astronomi dicono che la luminosità, o la luminosità intrinseca, del nostro sole aumenterà costantemente nei prossimi 4 miliardi anni. Come la luminosità del sole aumenta, la quantità di radiazione solare che raggiunge la terra aumenterà anche. È possibile che, circa 4 miliardi anni da oggi-l'aumento della temperatura superficiale della terra causerà un effetto serra in fuga, forse simile a quello che sta succedendo ora sul pianeta della porta accanto, Venere, la cui superficie è calda abbastanza per sciogliere piombo. Nessuno si aspetta di trovare la vita su Venere. Allo stesso modo, la vita sulla terra probabilmente non esisterà 4 miliardi anni da oggi. ⬇Tagga un amico!⬇ Image Credits: Universe_Italy #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #curiosity #night #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #like4like #telescope #universe_italy #amazing #astrophysics #science #physics #fisica #scienza #stella #spazio #astronauta #divulgazione

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“Viviamo in un comune pianeta di una monotona stella ficcata in un oscuro angolo... in una galassia ordinaria che è una di circa 100 miliardi di galassie..." -Carl Sagan ⬇Tagga un amico!⬇ Image Credits: Universe_Italy #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #curiosity #night #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #like4like #telescope #universe_italy #amazing #astrophysics #science #physics #fisica #scienza #stella #spazio #astronauta #divulgazione

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Philip Cary Plait (Washington, 30 settembre 1964) è un astronomo, divulgatore scientifico e blogger statunitense. Soprannominato The Bad Astronomer, ha lavorato al dipartimento di fisica e astronomia alla Sonoma State University. Nel 2007, ha rassegnato le dimissioni per scrivere il libro Death from the Skies. Gestisce il sito web BadAstronomy.com Badastronomy.com è un sito web dedicato a chiarire errate credenze circa astronomia e scienza spaziale in film, notizie, stampa e Internet. Plait si occupa anche di smentire teorie pseudoscientifiche come Nibiru e le teorie del complotto lunare. L'astronoma Michelle Thaller ha descritto Badastronomy.com, così come i libri e i saggi di Plait titolati Bad Astronomy come "un servizio monumentale alla comunità spazio-scientifica. Nel marzo 2006 la rivista Science ha lodato il sito web Bad Astronomy, con particolare riferimento al Blog Bad Astronomy che Plait ha iniziato nel marzo 2005. Bad Astronomy ha vinto il premio di miglior blog scientifico nel 2007 Weblog Awards ed è stato nominato dalla rivista Time.com tra i migliori 25 blog del 2009. Lo avrete riconosciuto dal programma su DMAX a cui ha partecipato, Te l'avevo detto ⬇Tagga un amico!⬇ Image Credits: Universe_Italy #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #curiosity #night #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #like4like #telescope #universe_italy #amazing #astrophysics #science #physics #fisica #scienza #stella #spazio #astronauta #divulgazione

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Si chiamerà Beyond (oltre, in italiano) la prossima missione di Luca Parmitano sulla Stazione spaziale internazionale. Nel giorno del suo 42esimo compleanno, l'astronauta dell'ESA ha svelato i dettagli del prossimo viaggio nello Spazio in una conferenza presso la sede di Frascati dell'ESRIN, il centro dell'Agenzia spaziale europea in Italia. AstroLuca, che di recente ci ha raccontato il suo training, tornerà nello Spazio nel 2019 come parte dell'Expedition 60/61, insieme ai colleghi Andrew Morgan della NASA e Alexander Skvortsov di Roscosmos. Il nome della missione è in continuità con quelli scelti dai colleghi astronauti della classe 2009: dopo Proxima di Thomas Pesquet, e Horizons, la missione in cui è attualmente impegnato il collega Alexander Gerst, Parmitano lavorerà per spingere l'uomo "Oltre" l'orbita terrestre. Scopo e filo conduttore dei 50 e più esperimenti previsti sarà contribuire a rendere sicuri ed efficienti i viaggi spaziali di domani: per esempio attraverso esperimenti utili a sviluppare tecnologie che porteranno uomo e robot di nuovo sulla Luna, e più avanti in orbita e su Marte. Alla robotica sarà dedicato gran parte del lavoro scientifico di AstroLuca, che per 3 mesi, nella seconda metà della missione, sarà anche comandante di missione: è la terza volta per un astronauta europeo, e la prima per un italiano. Il logo della missione riflette questo intento: nel visore del casco di un astronauta si vedono la Terra e la ISS; in lontananza, la Luna e Marte. (LOGO BEYOND NELLE STORIE) Fonte: Focus Image Credits: Universe_Italy #universe #astronomy #infinity #curiosity #lighting #stelle #curiosità #l4l #telescope #universe_italy #amazing #astrophysics #scientists #science #physics #fisica #spazio #scienza #divulgazione

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Dannazione Billy!! Immagine Originale by @sephko Traduzione by Universe_Italy ⬇Tagga un amico che ha bisogno di una risata!⬇ #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #curiosity #night #darkness #lighting #stelle #curiosità #l4l #telescope #planets #all #thinks #universe_italy #amazing #astrophysics #scientists #science #physics #satellite #wifi

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La matematica delle stelle! Un oggetto di Thorne-Żytkow (abbreviato in TŻO) è un'ipotetica tipologia di stella, costituita da una gigante o supergigante rossa o una massiccia stella di Wolf-Rayet che contiene al proprio interno una stella di neutroni. Questa classe di oggetti deve il proprio nome agli astrofisici Kip Thorne ed Anna Żytkow, che per primi proposero, nel 1977, l'esistenza di questa classe di oggetti; tuttavia, ad oggi, non è ancora stato identificato alcun oggetto di Thorne-Żytkow. Sono tre, secondo gli astrofisici, i meccanismi che potrebbero portare alla formazione di un oggetto di Thorne-Żytkow. 1) Un oggetto di Thorne-Żytkow potrebbe formarsi in un sistema binario costituito da due stelle di massa appropriata e abbastanza vicine l'una all'altra. Una delle due stelle, la più massiccia, conclude la propria esistenza esplodendo in supernova e diventando una stella di neutroni; quando l'altra componente, giunta al termine della sequenza principale, si espande nella fase di gigante o supergigante, essa ingloba al proprio interno la stella di neutroni. 2) In un sistema binario costituito da due stelle massicce molto vicine, una delle due componenti conclude la propria esistenza in supernova e collassa in una stella di neutroni. Poiché nessuna supernova è simmetrica, la stella degenere verrebbe spinta dall'esplosione verso la compagna, arrivando a fondersi con lei. 3) Una stella gigante potrebbe collidere con una stella di neutroni vagante; questo scenario è più probabile all'interno di un ammasso globulare densamente popolato. Cosa preferite? Matematica normale o matematica stellare? ⬇Tagga un amico!⬇ Image Credits: Universe_Italy #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #curiosity #night #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #like4like #telescope #universe_italy #amazing #astrophysics #science #physics #fisica #scienza #stella #spazio #astronauta #divulgazione

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I Millenari in America a volte ottengono una cattiva reputazione, questa volta per una buona ragione. Una recente indagine ha rilevato che solo il 66% dei giovani adulti di età compresa tra i 18 e i 24 anni hanno "sempre credutoche il mondo fosse rotondo." YouGov ha intervistato 8’215 adulti statunitensi nel febbraio 2018 per avere un'idea rappresentativa delle opinioni dell'America sulla forma della Terra. Ciò che è stato trovato ha fatto scuotere la testa a tutti gli scienziati, una percentuale sorprendente degli intervistati non era convinta che la Terra fosse rotonda. Il sondaggio ha rilevato che il 2% degli americani crede fermamente che la Terra sia piatta, con differenze interessanti segmentate per età, religione, reddito e affiliazione politica. Le credenze religiose sembrano essere correlate alla probabilità di iscriversi ad una Terra piatta, dato che il 52% dei “terrapiattisti” si considera molto religioso. Ma un risultato preoccupante è quello che riguarda la credenza dei più giovani, che seguono con più interesse le star dello sport o della musica, seguendo e credendo ciecamente in ciò che dicono loro piuttosto di ciò che dice la scienza. Fonte: Forbes Image Credits: Universe_Italy #terrapiatta #scienza #terra #universo #divulgazione #universe #astronomy #infinity #curiosity #lighting #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #f4f #like4like #telescope #universe_italy #amazing #astrophysics #scientists #science

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Siete d'accordo con lui?🤯🤯 Se ci pensate bene, non ha sbagliato, per di più detto da un uomo come lui, che ha dato un grandissimo contributo alla creazione della bomba atomica, sapeva cosa stava dicendo... In un mondo così, pieno di odio, un uomo come lui prenderebbe le pietre e le sfregherebbe per accendere un fuoco... #stars #universe #astronomy #citazioni #galassia #curiosity #albert #storia #guerra #stelle #curiosità #telescope #universe_italy #quotes #astrofisica #scientists #scienza #physics #einstein #divulgazione #AlbertEinstein #citazioni #fisica

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La sonda spaziale Voyager 1 è una delle prime esploratrici del sistema solare esterno, tuttora in attività benché abbia raggiunto l'eliopausa. Il lancio è avvenuto nell'ambito del Programma Voyager della NASA il 5 settembre 1977 da Cape Canaveral a bordo di un razzo Titan IIIE, pochi giorni dopo la sua sonda gemella Voyager 2, in un'orbita che le avrebbe permesso di raggiungere Giove per prima. Dopo il sorvolo di Saturno nel 1980 la missione della sonda è stata estesa proseguendo così a raccogliere dati sulle regioni esterne del sistema solare. È previsto che continuerà ad operare fino al 2025, quando gli RTG smetteranno di fornire energia elettrica. La Voyager 1 è ancora funzionante ed è l'oggetto costruito dall'uomo più distante dalla Terra avendo superato la sonda Pioneer 10. La sonda si sta allontanando dal sistema solare a una velocità di 17,004 km/s, pari a 3,587 UA all'anno; è in leggerissimo rallentamento a causa dell'attrazione solare. In base alle previsioni, la Voyager 1 potrebbe raggiungere e analizzare l'ipotetico muro d'idrogeno (situato tra l'eliopausa e il bow shock), però sarà impossibile che la sonda sia ancora funzionante quando raggiungerà il bow shock situato a circa 230 UA dal Sole; nell'ipotesi che viaggi all'attuale velocità, si può stimare il raggiungimento di tale zona nel 2042, ma in realtà occorrerà più tempo a causa del progressivo leggero rallentamento della sonda. Fra 30 000 anni circa, la Voyager 1 uscirà completamente dalla Nube di Oort. La sonda si sta dirigendo in direzione della costellazione dell'Ofiuco e tra circa 38 000anni passerà ad una distanza di circa 1,7 anni luce dalla stella Gliese 445 situata nella costellazione dell'Orsa Minore. ⬇Tagga un amico!⬇ Image Credits: Universe_Italy #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #curiosity #night #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #like4like #telescope #universe_italy #amazing #astrophysics #science #physics #fisica #scienza #stella #spazio #astronauta #divulgazione

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Yusaku Maezawa (@yusaku2020), miliardario giapponese ideatore del sito di abbigliamento Zozotown (@zozoglobal), sarà il primo turista spaziale a orbitare attorno alla Luna. Lo ha annunciato egli stesso in una conferenza stampa assieme al CEO di SpaceX Elon Musk. Il viaggio, se tutto andrà secondo i piani, avverrà nel 2023 e dovrebbe durare una settimana in tutto. Maezawa, ha detto di aver prenotato l'intera navetta e che non andrà da solo. Desidera infatti essere accompagnato da una squadra di otto artisti. Lo scopo è quello di fornire un'ispirazione per opere d'arte che dovranno essere confezionate al ritorno sulla Terra. Durante la conferenza stampa con Elon Musk non è stato annunciato quanto è costato il "biglietto" del viaggio spaziale al magnate dell'abbigliamento. Si sa solo che è una cifra ben al di là per i comuni mortali e che darà un contributo significativo allo sviluppo e alla costruzione del Big Falcon Rocket, i cui costi sono stimati in 5 miliardi di dollari. Della rivoluzionaria navetta riutilizzabile, sono stati presentati nuovi rendering concettuali che ne mostrano un design differente rispetto a quello precedente. È stato inoltre comunicato che sarà più grande del previsto, dato che raggiungerà un'altezza di ben 118 metri. Le persone saranno alloggiate nella navetta vera e propria, la Big Falcon Spaceship, montata in cima al BFR, che in base a quanto dichiarato avrà una capienza di ben cento posti. L'idea, è quella di offrire i viaggi sulla Luna – e più avanti su Marte e nel resto del Sistema solare – a quante più persone possibili, naturalmente attraverso un progressivo abbattimento dei costi. In futuro il sogno è rendere i viaggi spaziali più o meno come quelli aerei. Il magnate giapponese ha deciso di chiamare la sua missione “#dearMoon”. Non ci resta che attendere fiduciosi i prossimi capitoli di questa appassionante e ambiziosa avventura fra le stelle. ⬇Tagga un amico!⬇ Cosa ne pensate?😄 Image Credits: Universe_Italy #universe #astronomy #tourism #curiosity #razzo #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #f4f #like4like #telescope #universe_italy #luna #astrophysics #scientists #elonmusk #spacex #fisica #spazio #scienza #divulgazione

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L'anno scorso tre fisici hanno condiviso il premio Nobel per la rilevazione delle onde gravitazionali prodotte dai buchi neri in collisione. Appena due settimane dopo il premio è stato annunciato, i fisici dello stesso laboratorio, Ligo, ha annunciato di aver rilevato un'onda gravitazionale prodotta dalla collisione di due stelle di neutroni ultra-dense. A differenza dei buchi neri, che sono stati rilevati solo da piccole perturbazioni in un sistema laser gigante, la collisione stella di neutroni ha anche prodotto luce che può essere rilevata con un ricevitore ottico. Così i fisici di Ligo hanno avuto due misure dello stesso evento: uno che ha misurato le onde gravitazionali ed un altro che ha misurato le particelle di luce. Nelle teorie extra-dimensionali di gravità, la propagazione della luce attraverso lo spazio non è influenzata da queste dimensioni extra, ma le onde gravitazionali lo sono. Così, confrontando le misure delle onde gravitazionali e quella della luce che si propagava attraverso lo spazio, i fisici di Ligo erano in grado di determinare se queste due forme d'onda differenti stavano vivendo lo stesso numero di dimensioni dello spaziotempo. Secondo le loro ricerche pubblicate recentemente sul Journal of Cosmology and Astroparticle Physics, le misurazioni della collisione suggeriscono che sia le onde gravitazionali che le particelle di luce sperimentino quattro dimensioni. In altre parole, questo evento astrofisico non ha fornito alcuna prova per l'esistenza di dimensioni extra dello spaziotempo previste da diverse teorie. Questo è un grosso problema nella misura in cui questo vincolo limita le teorie ammissibili della natura della gravità e il suo rapporto con la materia oscura e l'energia oscura, due dei più grandi misteri della fisica. ⬇Tagga un amico!⬇ Image Credits: Universe_Italy #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #curiosity #night #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #like4like #telescope #universe_italy #amazing #astrophysics #science #physics #fisica #scienza #stella #spazio #astronauta #divulgazione

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Giove possiede un elevato numero di satelliti naturali, attualmente quantificato in 79, che lo rendono il pianeta con il più grande corteo di satelliti con orbite ragionevolmente sicure del sistema solare. I maggiori, i satelliti medicei (o galileiani), sono stati scoperti nel 1610 da Galileo Galilei e furono i primi oggetti individuati in orbita ad un oggetto che non fosse la Terra o il Sole. Dalla fine del XIX secolo sono state scoperte decine di lune di dimensioni minori, che hanno ricevuto i nomi di amanti, conquiste o figlie di Zeus (l'equivalente greco di Giove). Il numero preciso di satelliti non sarà mai quantificato esattamente, perché i frammenti ghiacciati che compongono i suoi anelli possono tecnicamente essere considerati tali; inoltre, a tutt'oggi, l'Unione Astronomica Internazionale non ha voluto porre con precisione una linea arbitraria di distinzione tra satelliti minori e grandi frammenti ghiacciati. I parametri fisici ed orbitali delle lune variano in maniera molto estesa. I quattro satelliti medicei possiedono un diametro superiore ai 3000 km; Ganimede, con i suoi 5262,4 km di diametro, oltre ad essere il più grande dei satelliti di Giove, è il più grande dei satelliti del sistema solare e il più grande oggetto del sistema solare escludendo il Sole e sette pianeti (Mercurio, pur essendo più massiccio, ha un diametro inferiore a Ganimede). ⬇Tagga un amico!⬇ Cosa ne pensate?😄 Image Credits: Universe_Italy #universe #astronomy #jupiter #curiosity #galileogalilei #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #f4f #like4like #telescope #universe_italy #luna #astrophysics #scientists #moons #giove #fisica #spazio #scienza #divulgazione

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(Girate il cellulare per una visione più piacevole) Esattamente un anno e un giorno fa, Cassini completava il suo Grand Finale buttandosi nelle nubi di Saturno. Spero che questo video vi piaccia! Image Credits: @nasa #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #night #news #darkness #lighting #astronomia #stelle #universo #curiosità #l4l #follow4follow #f4f #like4like #telescope #planets #all #thinks #around #us #universe_italy #curiosity

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LA TERRA: La Terra invece viaggia intorno al Sole in poco più di 365 giorni (per la precisione 365g 6h 9m 9s), ad una distanza media di 150 milioni di Km (la cosiddetta UA), ha il periodo di rotazione di 23h 56m 4.091s, che fa sì che ci sia l’alternarsi tra il giorno e la notte, nel giro di quasi 24 ore. Il raggio della Terra è di 6378 Km e la sua atmosfera è composta per il 78% di azoto, il 21% di ossigeno, meno dell’1% di acqua e per il resto di gas rari, anidride carbonica, elio, metano e idrogeno. La temperatura è assolutamente vivibile (a parte nei deserti o in Siberia o in Antartide), ma il pianeta è abitato da singolari specie (soprattutto bipedi e altri esseri dotati di 4 ruote) che tentano in tutti i modi di alterarne l’ecosistema. MARTE: Marte ruota intorno al Sole ad una distanza di circa 200 milioni di chilometri (1,3 UA) in un periodo pari a circa 1 anno e mezzo (686 giorni), ruotando su se stesso in circa 24 ore (una quarantina di minuti in più rispetto al giorno terrestre). E’ un pianeta roccioso (con densità pari al 75% di quella della Terra) dotato di un’atmosfera composta praticamente come quella di Venere (perciò del tutto irrespirabile per noi), ma nettamente meno densa, con una pressione al suolo di appena 7 millibar. Di giorno la temperatura media sale (si fa per dire!) a -30°C, per scendere a -90° la notte: quasi come in Antartide! C’è da dire che su Marte i prossimi astronauti saranno molto facilitati dalla durata del giorno praticamente uguale alla nostra (quindi i bioritmi non si sfaseranno più di tanto), ma dovranno fare i conti con un “anno” che dura 670 “giorni”: quindi bisognerà rivedere il conto delle “stagioni”, dei “mesi” e delle “settimane”! Possiede due satelliti: Phobos e Deimos. ⬇Tagga un amico!⬇ Cosa ne pensate?😄 Image Credits: Universe_Italy #universe #astronomy #infinity #curiosity #lighting #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #f4f #like4like #telescope #universe_italy #amazing #astrophysics #scientists #science #physics #marte #spazio #terra #divulgazione

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Se due orologi perfettamente sincronizzati fossero stati messi, quando la Terra si è formata, uno nel cuore del pianeta e uno sulla sua superficie, oggi segnerebbero date differenti: quello al centro della Terra sarebbe di 2 anni e mezzo più indietro. Il nucleo del nostro pianeta è dunque di 2,5 anni più giovane della crosta. Sembra l'ennesimo paradosso della fisica, e invece è una realtà provata, diretta conseguenza degli effetti della gravità, e descritta dalla Relatività Generale di Albert Einstein: la posizione all’interno di un campo gravitazionale modifica la velocità relativa del tempo. Un'idea e un fatto completamente controintuitivi, e tuttavia dimostrati sperimentalmente anche grazie agli orologi atomici dei satelliti GPS - benché in questo caso le differenze rilevate con gli orologi a Terra sono nell’ordine dei secondi, non di anni. Nel 1960 il noto fisico e premio Nobel (nel 1965) Richard Feynman aveva ipotizzato che la differenza di tempo tra il nucleo terrestre e la superficie, dagli inizi della storia della Terra ad oggi, doveva essere di 1 o 2 giorni. Il fisico Ulrik Uggerhøj ha voluto verificare la questione. Uggerhøj ha perciò applicato le equazioni della Relatività utilizzando la differenza di potenziale gravitazionale tra il centro della Terra e la superficie, scoprendo che la dilatazione del tempo è di circa 3 x 0,0000000001 per secondo un valore piccolissimo, ma che moltiplicato per tutti i secondi di 4,5 miliardi di anni porta a una differenza di 2,5 anni. Ovviamente è un calcolo teorico: non possiamo mandare nessuno al centro della Terra per verificare la realtà, ma finora non siamo mai stati traditi dalla Relatività. Uggerhøj ha fatto lo stesso calcolo anche per il Sole, considerata l'enorme massa della nostra stella, i calcoli suggeriscono che tra il centro, più giovane, e la superficie del Sole ci sia oggi una differenza di età di ben 40.000 anni! ⬇Tagga un amico!⬇ Cosa ne pensate?😄 Image Credits: Universe_Italy #universe #astronomy #infinity #curiosity #lighting #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #f4f #like4like #telescope #universe_italy #amazing #astrophysics #scientists #science #physics #fisica #spazio #scienza #divulgazione

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COSA SUCCEDERA' DA QUI AL 2066? Entro il 2066 anche nel Mediterraneo avremo estati super calde, mentre ai Tropici, già nei prossimi anni, il 70% dei periodi estivi sarà molto più caldo rispetto alla media stagionale attuale. A metterlo nero su bianco è uno studio realizzato alla Stanford University dal dottor Noah Diffenbaug e reso noto dalla rivista Climate Change, in cui si ribadisce che il fenomeno dell’aumento della temperatura è strettamente legato alle emissioni di C02 presenti nell’atmosfera. Già nel 2050, molte aree dell’Europa, della Cina e degli Usa si scalderanno velocissimamente e anche l’estate più fredda sarà molto più calda delle più calde stagioni estive degli ultimi decenni. Tutto questo porterà naturalmente danni irreparabili non solo alle persone e alla loro salute, ma più in generale all’ambiente e all’ecosistema. E c’è di più: secondo quanto riportato dallo studio, da qui al 2070 si stima che la maggior parte delle aree tropicali, e buona parte dell’emisfero settentrionale, subiranno un aumento delle temperature senza ritorno, causato proprio dalle emissioni e dall' effetto serra. Secondo le nostre proiezioni, grandi aree del mondo potrebbero riscaldarsi così velocemente che entro la metà di questo secolo, anche le estati più fresche saranno le più calde degli ultimi 50 anni. Insomma, ancora una volta l’attenzione degli esperti, sempre più preoccupati, si concentra sugli effetti delle emissioni inquinanti e sul conseguente effetto serra, che provoca danni irreversibili (e ingestibili) al pianeta, mettendo così a rischio la sorte delle generazioni future. Continuare ad inquinare la Terra significa cancellarne il futuro…non è ancora abbastanza chiaro? ⬇Tagga un amico!⬇ Cosa ne pensate?😄 Image Credits: Universe_Italy #universe #astronomy #infinity #curiosity #lighting #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #f4f #like4like #telescope #universe_italy #amazing #astrophysics #scientists #science #physics #noaa #surriscaldamentoglobale #terra #divulgazione

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IL DIALOGO TRA LE DUE LEGGENDE... L'intrattenitore Charlie Chaplin e lo scienziato Albert Einstein erano due degli individui più famosi del secolo scorso. Ho sentito il seguente aneddoto su un incontro tra di loro negli anni '30. Mentre viaggiavano insieme sono stati riconosciuti e una folla di persone ha iniziato a applaudire vigorosamente i luminari. Hanno salutato la folla e scambiato queste parole. La prima evidenza di questo aneddoto conosciuto apparve in una memoria di János Plesch, che era il medico di Albert Einstein e anche il suo amico. Questo lavoro fu tradotto in inglese da Edward Fitzgerald e pubblicato nel 1947. In questa versione del racconto le due celebrità Charlie Chaplin e Albert Einstein stavano conversando, ma solo Chaplin ha presentato il confronto tra i loro diversi tipi di fama. ⬇Tagga un amico!⬇ Cosa ne pensate?😄 Image Credits: Universe_Italy #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #curiosity #night #darkness #lighting #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #f4f #like4like #telescope #universe_italy #amazing #astrophysics #scientists #science #physics #einstein #charliechaplin #scienza #storia #divulgazione

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VOI COME LO CHIAMERESTE?? Leggete la DESCRIZIONE per SAPERNE di più!! La NASA sta esplorando la fattibilità di commercializzare le operazioni dell'Agenzia in orbita terrestre bassa per abbassare i suoi costi, mentre i suoi occhi si rivolgono verso la luna e Marte. L'amministratore della NASA Jim Bridenstine ha svelato un "Comitato consultivo del Consiglio" che esplorerà alcuni di questi piani, che potrebbero includere anche vendere i diritti di denominazione di razzi e altri veicoli spaziali. Secondo Mike Gold, capo della Commissione, il comitato potrebbe anche considerare di distruggere regolamenti "obsoleti" per poter far sostenere agli astronauti attività private a bordo della ISS. Le aziende non dovrebbero dover "rivolgersi a cosmonauti russi" per operazioni private, suggerendo che gli astronauti potrebbero anche essere coinvolti nella ripresa di annunci. Mike Gold ha detto che le possibilità potrebbero includere la NASA ricevere un rimborso quando le imprese spaziali commerciali vendono spot su veicoli spaziali in direzione della ISS, sfruttando i fondi per l'accesso alle future stazioni spaziali del settore privato. Mentre Bridenstine ha sottolineato che non sapeva se questo tipo di commercializzazione fosse possibile, ha osservato che la mossa potrebbe aiutare la NASA a competere con compagnie private di volo spaziale. Cosa ne pensate?😄 Image Credits: Universe_Italy #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #curiosity #night #darkness #lighting #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #f4f #like4like #telescope #planets #all #thinks #around #us #universe_italy #amazing #astrophysics #scientists #science #physics

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La trasformazione che ha subito in 169 è pazzesca! La Galassia Whirlpool (NGC 5194) è una classica galassia a spirale alla quale, però, gli astronomi sono particolarmente affezionati. Si trova a circa 30 milioni di anni luce dalla Terra nella costellazione boreale dei Cani da Caccia. Nota anche come Messier 51A, la Galassia è una delle più luminose del cielo, tant’è vero che è visibile anche con un binocolo, in notti non nuvolose, e con piccoli telescopi amatoriali dalla Terra. Whirlpool, scoperta dall’astronomo Charles Messier nel 1773. è ampia da 50mila a 100 mila anni luce ed è anche il membro dominante di un piccolo gruppo di galassie, chiamato gruppo di M51. Alcuni ricercatori credono che i bracci della spirale siano così definiti e imponenti a causa della vicinanza con NGC 5195 (M51B), con cui interagisce e che a prima vista sembra quasi “tirare” uno dei bracci di M51A. Dai dati di Hubble, però, si evince chiaramente che NGC 5195 sta passando dietro Whirlpool ed è parzialmente coperta da uno dei bracci più esterni di Whirlpool. ⬇Tagga un amico!⬇ Cosa ne pensate?😄 Image Credits: Universe_Italy #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #curiosity #night #darkness #lighting #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #f4f #like4like #telescope #planets #all #thinks #around #us #universe_italy #amazing #astrophysics #scientists #science #physics

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L’assegnazione di un premio Nobel è già un evento straordinario, ma vederlo affezionarsi a una famiglia, e riceverlo da padri e figli è quasi eccezionale. Questo è successo, in molti casi, quando i figli hanno sviluppato e migliorato le ricerche avviate dai loro illustri genitori, come in questo caso. Un padre, Joseph John Thomson, e un figlio, George Paget Thomson : due premi Nobel per la fisica e un capitolo incredibile nella storia della scienza. Il padre ricevette il Nobel nel 1906 per aver mostrato che i raggi catodici sono costituiti da corpuscoli, gli elettroni. Trentuno anni dopo, il premio Nobel per la fisica andò al figlio, che con i suoi esperimenti sulla diffrazione mostrò che l’elettrone ha un comportamento ondulatorio. E’ un po’ come dire che padre e figlio dimostrarono sperimentalmente che tutto ciò che ci circonda è sia un’onda sia una particella. C’è da chiedersi di cosa si parlasse a tavola durante le cene di famiglia. ⬇Tagga un amico!⬇ Cosa ne pensate?😄 Image Credits: Universe_Italy #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #curiosity #night #darkness #lighting #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #f4f #like4like #telescope #planets #all #thinks #around #us #universe_italy #amazing #astrophysics #scientists #science #physics

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Fatemi vedere con i like e i commenti se rivolete le citazioni! Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi. La citazione si trova nell'opera "Storia della astronomia dalla sua origine fino all’anno MDCCCXIII (guardiamo chi sa dirmi che numero è)" Che ne pensate? La pensate come lui? Trecento pagine di erudizione densissima, in cui si ripercorre l’evoluzione della disciplina dall’antichità fino al presente, e tutto questo composto da Giacomo Leopardi a … quindici anni. ⬇Tagga un amico!⬇ Image Credits: Universe_Italy #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #curiosity #night #darkness #lighting #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #f4f #like4like #telescope #planets #all #thinks #around #us #universe_italy #amazing #astrophysics #scientists #science #physics

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Ecco un piccolo aiutino nel caso Cooper mandi un segnale in camera tua😮 #interstellar Note: Regole da seguire mentre scrivete usando il codice Morse. 1) Lascia uno spazio tra ogni linea o spazio 2) Lascia due spazi ogni lettera dell’alfabeto Esempio: CIAO= - • - • • • • - - - - Spero vi sia stato d’aiuto! ⬇️TAGGA UN AMICO E GIOCA CON LUI!⬇️ Image Credits: Universe_Italy #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #night #news #darkness #lighting #astronomia #stelle #universo #curiosità #l4l #follow4follow #f4f #like4like #telescope #planets #all #thinks #around #us #universe_italy #curiosity

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La maggior parte delle stelle impiega milioni di anni a morire. Quando una stella come il Sole brucia tutto il suo idrogeno, si espande sino a diventare una gigante rossa di milioni di chilometri di larghezza, grande abbastanza da inghiottire i pianeti Mercurio e Venere. Dopo essersi liberata dei suoi strati esterni, la stella collassa sino a formare una densissima nana bianca. Un cucchiaino da thè di materia di una nana bianca peserebbe sino a 100 tonnellate. Nel corso di miliardi di anni, la nana bianca si raffredda e diventa invisibile. Stelle con una massa otto volte superiore a quella del Sole finiscono la loro esistenza in modo molto improvviso. Quando esauriscono l'idrogeno, si gonfiano sino a diventare supergiganti rosse. Tentano di mantenersi vive bruciando altri carburanti, ma questo funziona solo per pochi milioni di anni, dopodiché scoppiano, dissolvendosi in enormi esplosioni dette supernova. Per circa una settimana, la supernova supera in luminosità tutte le altre stelle della sua galassia, poi si oscura rapidamente. Tutto ciò che rimane è un piccolo oggetto di estrema densità, una stella di neutroni o un buco nero, circondato da una nube in espansione di gas estremamente bollenti. Gli elementi formatisi all'interno della supergigante (come ossigeno, carbonio e ferro) vengono dispersi nello spazio e questa polvere stellare alla fine si raccoglie formando nuove stelle e pianeti. ⬇Tagga un amico!⬇ Image Credits: Universe_Italy #stars #universe #astronomy #infinity #galaxy #curiosity #night #darkness #lighting #stelle #curiosità #l4l #follow4follow #f4f #like4like #telescope #planets #all #thinks #around #us #universe_italy #amazing #astrophysics #scientists #science #physics

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